martedì 22 marzo 2011

La "prima striscia" di Shaolin



Riportiamo di seguito il programma di studio per il primo periodo di qualificazione nello Shaolin. Tutti gli argomenti marcati con un asterisco * sono oggetto di un esame che lo studente deve superare prima di poter passare al livello successivo.

1. Le posizioni fondamentali

A. Pugno Lungo (Changquan)
  1. Ma Bu (Posizione del cavaliere)
  2. Deng Shan Bu o Gong Jian Bu (Posizione scalare la montagna o arco e freccia)
  3. Si Liu Bu (Posizione quattro-sei)
  4. Zuo Pan Bu (Posizione seduta sulle gambe incrociate)
  5. Fu Hu Bu o Pu Bu (Posizione domare la tigre o Posizione mezza accovacciata)
  6. Jin Ji Du Li (Il gallo d’oro sta su una zampa)
  7. Xuan Ji Bu o Xiu Bu (Posizione ingannevole; Posizione falsa o vuota)
  8. Tun Bu (Posizione dell’assorbimento)
  9. Qi Lin Bu (Posizione dell’ unicorno)
  10. Zuo Dun (Posizione seduta-accovacciata o Posizione di riposo)
B. Gru Bianca (Bai He Quan)
  1. He Ma Bu (Posizione del cavaliere della gru bianca)
  2. Qi Xing Bu (Posizione delle sette stelle)
  3. He Xiu Bu (Posizione falsa della gru)
  4. He Pu Bu (Posizione accovacciata della gru)
  5. Bai He Du Li Shi (La gru bianca sta su una zampa)
  6. He Gui Shi (Posizione della gru a ginocchia basse)
2. Tecniche di calcio fondamentali
  1. Ti Tui (Calcio di punta)
  2. Deng Tui (Calcio di tallone)
  3. Liu Tui (Calcio crescente)
  4. Wai Bai Tui (Spazzata esterna)
  5. Nei Bai Tui (Spazzata interna)
3. Forme di mano fondamentali
  1. Quan Ji (Colpo di pugno)
  2. Zhang Ji (Attacco di palmo)
  3. Shou Dao (Mano a coltello)
  4. Zhou Ding (Attacco di gomito)
  5. Hu Zhao (Artiglio della tigre)
  6. Ying Zhao (Artiglio dell’aquila)
  7. He Zhao (Artiglio della gru)
  8. He Bo (Respinta della gru)
  9. He Gai (Copertura della gru)
  10. Zhou Hua (Neutralizzazione di gomito)
4. Forme di allenamento fondamentali – Gambe a molla (Tan Tui)
Numeri uno, due e tre.

5. *Qin Na (o Chin Na)
  1. Xiao Chan Shou (Piccolo avvolgimento della mano)
  2. Bei Ping Kao Ya (Anatra arrosto alla pechinese)
  3. Ba Wang Qing Ke (Il signore feudale invita a cena)
  4. Shang Diao Shou (Agganciamento superiore della mano)
  5. Shun Shui Tui Zhou (Spingi la barca seguendo la corrente)
6. *Forme di combattimento (Pan Shou)
  1. Dan Xia Gai Shou (Singola copertura bassa di mano)
  2. Shuang Xia Gai Shou (Doppia copertura bassa di mano)
  3. Zuo You Jie Shou (Intercettazione sinistra e destra di mano)
  4. Zuo, You, Xia Jie Shou (Intercettazione sinistra, destra e bassa di mano)
  5. Shang Hua Shou (Neutralizzazione superiore di mano)
7. *Lian Bu Quan (Sequenza a mani nude del Pugno Lungo)
Lian Bu Quan significa “Sequenza della camminata continua”. È la più basilare delle sequenze di allenamento a solo nel Pugno Lungo, ed era praticata nella Jingwu Association in Cina. Questa sequenza introduce il lavoro di piedi fondamentale e le tecniche che il Pugno Lungo usa nell’approcciare e nel ritirarsi da un avversario. Le applicazioni marziali della Lian Bu Quan introducono lo studente ad un chiaro e basilare concetto di combattimento a lunga distanza.

8. *Shang Xia Zhi (Sequenza di combattimento in coppia a mani nude della gru bianca)
Shang Xia Zhi significa “Arti in su-giu”. Questa è una sequenza di combattimento a due persone che insegna allo studente il modo in cui le mani vengono usate nello stile della Gru Bianca. Questa sequenza include solo otto colpi e bloccaggi di base, ma da questi otto movimenti di base sono derivate le sessantaquattro tecniche di base della Gru Bianca.

lunedì 14 marzo 2011

La "prima striscia" di Taijiquan



Riportiamo di seguito il programma di studio per il primo periodo di qualificazione nel Taijiquan.
Tutti gli argomenti marcati con un asterisco * sono oggetto di un esame che lo studente deve superare prima di poter passare al livello successivo.

Le posizioni fondamentali del Taiji - le otto forme
Il Taijiquan, come altre arti marziali, ha le sue posizioni fondamentali che creano le basi per la stabilità, il movimento e le tecniche marziali. Queste le otto posizioni di base:
  • Posizione del cavaliere (Ma Bu)
  • Posizione arrampicarsi sulla montagna o arco e freccia (Deng Shan Bu, Gong Jian Bu)
  • Posizione sedersi sulle gambe incrociate (Zuo Pan Bu)
  • Posizione quattro-sei (Si Liu Bu)
  • Posizione domare la tigre (Fu Hu Bu)
  • Posizione falsa (Xuan Ji Bu o Xu Bu)
  • Posizione il gallo d’oro in piedi su una zampa (Jin Gi Du Li)
Nel Taijiquan vi sono otto schemi tecnici di movimento, comunemente chiamati “otto trigrammi” (Bagua) o “otto porte” (Ba Men):
  1. Peng (respingere)
  2. Lu (ritirarsi ruotando)
  3. Ji (spremere o pressare)
  4. An (schiacciare, spingere)
  5. Cai (prendere, afferrare)
  6. Lie (dividere, separare)
  7. Zhou (gomito)
  8. Kao (urtare)
Questi otto schemi di movimento, insieme alle cinque strategie di base di movimento dei piedi (i cinque passi, Wu Bu: passo in avanti, passo indietro, passo a sinistra, passo a destra, equilibrio centrale) costituiscono la base su cui è edificato l’intero Taijiquan. Nel primo periodo di qualificazione si pone particolare enfasi sullo studio di Peng, Lu, Ji e An.

Tecniche di respirazione per il Taiji
Nel Taijiquan bisogna imparare a coordinare il movimento dell’addome con la respirazione, apprendendo sia la respirazione addominale normale (diretta) Buddhista che quella addominale inversa Taoista. La respirazione addominale normale aiuta il principiante a rilassarsi e a conquistare una migliore condizione di salute tramite la pratica del Taiji, mentre la respirazione addominale inversa aiuta a dirigere il Qi alle estremità per scopi marziali.

Taiji Qigong di base
Nel Taijiquan occorre capire e sentire il Qi. Questo aiuta a diventare consapevoli dell’interno del corpo e del proprio stato energetico e ad iniziare ad usare il Qi durante la pratica del Taiji. Si inizia con l’apprendimento del Qigong spinale e di una sequenza di Taiji Qigong. Molte di queste sequenze di base sono anche usate per allenare a coordinare lo Yi (mente), il respiro, il corpo e il Qi. Attraverso questo allenamento lo studente costruirà una solida base per il Taiji.

*Forma di Taijiquan stile Yang (113 movimenti)
Apprendimento dell’intera sequenza a solo di Taijiquan e suo perfezionamento sotto la guida degli istruttori, fino a renderla fluida e corretta. La sequenza è divisa in tre parti e all’esame di qualificazione si dimostra la prima parte.

*Centering
Questo allenamento è la base per il Taiji Tui Shou (“mani che spingono”) e mira a sviluppare le abilità di Ascoltare, Comprendere, Incollarsi, Aderire, Cedere, Neutralizzare e Condurre. Ci si allena con un partner fino a quando non si è in grado di eseguire queste tecniche in maniera fluida mantenendo il proprio centro ed equilibrio.

*Tui Shou a una mano (Single Pushing Hands)
Si impara a sviluppare la propria sensibilità e a cedere, condurre e neutralizzare in direzione orizzontale, verso l’alto, lateralmente e verso il basso.

*Tui Shou a due mani (Double Pushing Hands)
Una volta che si è in grado di eseguire correttamente il Tui Shou a una mano si inizia la pratica a due mani. Oltre a continuare ad allenare il cedere, condurre e neutralizzare, bisogna imparare ad usare l’altra mano per bloccare il gomito dell’avversario. Oltre alle neutralizzazioni in orizzontale, verso l’alto, lateralmente e verso il basso bisogna imparare due tecniche addizionali: respingere e bloccare.

*Peng, Lu, Ji, An stazionario
Questa è una routine di “Tui Shou a due mani” internazionale molto praticata e diffusa per il mondo. In questo periodo lo studente impara la routine da fermi.

sabato 19 febbraio 2011

Un nuovo inizio



A partire da martedì 1 marzo i corsi della YMAA Apulia si svolgeranno nella nuova sede di via Soldato Di Leo a Conversano, presso il Centro Yoga Samasthiti. Si tratta per tutti noi di un "nuovo inizio", che rinnova il nostro desiderio di impegnarci a fondo - con passione, serietà e voglia di divertimento - nell'affascinante e impegnativa strada delle arti marziali cinesi tradizionali.
Guardiamo al passato che ci ha condotti fin qui con sincera gratitudine e al futuro che ci aspetta con entusiasmo e serenità: tanti auguri alla YMAA Apulia!

Pino e Enrico

Regole di comportamento



Le arti marziali tradizionali non sono discipline sportive, ma discipline “totali” che presuppongono un coinvolgimento di tutte le facoltà dell’individuo, sia a livello fisico che mentale, e che richiedono ai praticanti livelli di impegno, comprensione, costanza e concentrazione molto elevati.

Non è un caso che il termine cinese gongfu (kung fu) significhi letteralmente “tempo ed energia” e che sia impiegato in relazione a qualsiasi “arte” la cui maestria richieda un impegno intenso e prolungato. Per progredire nelle arti marziali tradizionali è pertanto necessario che il praticante coltivi i giusti atteggiamenti mentali, tradizionalmente definiti come: umiltà, rettitudine morale, rispetto, fiducia, lealtà, volontà, sopportazione, perseveranza, pazienza e coraggio.

Perché questo sia possibile, il clima in cui ci si allena deve essere improntato al rispetto reciproco e deve favorire la crescita comune, non solo a livello tecnico, ma anche e soprattutto a livello umano, mentale, morale e spirituale. È per queste ragioni che non consideriamo il luogo in cui ci alleniamo come una “palestra” dove dei “clienti” acquistano e fruiscono di un “servizio”, ma come un luogo “sacro” in cui testimoniamo insieme le nostre comuni aspirazioni.

Le poche, semplici regole che seguono vanno intese alla luce delle considerazioni precedenti; invitiamo tutti gli allievi a rispettarle sempre e comunque.
  • Gli allievi sono tenuti alla massima puntualità nel rispetto degli orari di inizio e fine lezione. In particolare, gli allievi devono arrivare 15 minuti prima dell’orario di inizio della lezione, in modo da avere il tempo necessario per potersi cambiare, e liberare gli spogliatoi entro 15 minuti dalla fine della lezione, in modo da liberare la sala di pratica prima dell’inizio della lezione successiva.
  • Gli allievi possono entrare nella sala di pratica solo se la porta è aperta. A porte chiuse non è più possibile entrare e partecipare alla lezione in corso. La porta viene chiusa dall’istruttore quando egli lo considera opportuno per garantire il corretto svolgimento delle attività. Se un allievo arriva in ritardo e la porta della sala di pratica è ancora aperta deve fermarsi sulla soglia e attendere un cenno dell’istruttore per poter entrare e partecipare alla lezione.
  • È vietato entrare nella sala di pratica con le scarpe ai piedi, queste devono essere lasciate nella rastrelliera all’ingresso o messe nella borsa/zaino.
  • Quando una allievo entra o esce dalla sala di pratica deve offrire il suo rispetto e la sua gratitudine alla scuola, all’insegnante, ai compagni di pratica e a sé stesso salutando con un inchino o con il saluto tradizionale della Scuola.
  • Se un allievo si unisce alla lezione dopo il suo inizio deve fare il saluto tradizionale e inserirsi esattamente nell’esercizio che si sta praticando in quel momento. Non sono consentiti riscaldamenti o allenamenti personali.
  • Se un allievo ha la necessità di terminare in anticipo la lezione deve chiedere il permesso all’istruttore e fare il saluto tradizionale prima di abbandonare la lezione.
  • Durante gli allenamenti a solo e in coppia, gli allievi sono invitati a mantenere il massimo della concentrazione e a ridurre al minimo le interazioni verbali. L’apprendimento avviene più con l’osservazione dei movimenti dell’istruttore e l’ascolto del proprio corpo che attraverso discussioni e spiegazioni. Eventuali dubbi e richieste di chiarimento riguardanti gli esercizi in corso devono essere rivolti all’istruttore, preferibilmente alla fine della lezione. Per altre richieste personali di approfondimento l’istruttore è sempre a vostra disposizione, al di fuori della sala di pratica.
  • Gli allievi sono tenuti al rispetto e alla cura del luogo di pratica. Si raccomanda pertanto di non lasciare effetti personali nei bagni e negli spogliatoi (scarpe, indumenti, borse, detergenti, asciugamani, ecc.); di pulire e asciugare bagni e docce dopo ogni utilizzo; di non lasciare in giro rifiuti e altri oggetti (bottiglie, bicchieri, fazzolettini di carta ecc.). Si raccomanda inoltre di evitare schiamazzi negli spogliatoi.
  • Gli allievi sono tenuti a un comportamento decoroso e alla cura del proprio aspetto e della propria igiene. Chi avesse problemi di sudorazione eccessiva deve provvedere a detergere ascelle e piedi prima dell’arrivo in palestra e a fornirsi di indumenti di ricambio da indossare durante le pause dell’allenamento. Gli indumenti indossati durante la pratica devono essere puliti e conformi alle regole della scuola.
  • Entro un mese dall’iscrizione, un allievo è tenuto a indossare durante le lezioni la maglietta con le insegne ufficiali della scuola, un pantalone di tuta o kimono di colore nero e scarpette basse con la suola in gomma da usarsi esclusivamente all’interno della sala di pratica.

venerdì 18 febbraio 2011

Lo Shaolin



Il programma di studio degli stili esterni della YMAA comprende il “Pugno Lungo” dello Shaolin del Nord (Changquan), specializzato nel combattimento a media e lunga distanza e nelle tecniche di gamba, e la Gru Bianca (Bai He), che privilegia le tecniche di mano e il combattimento a corta distanza. Si tratta dunque di un programma di allenamento fisico e marziale completo e impegnativo, particolarmente indicato per chi vuole sviluppare armonicamente resistenza fisica, velocità e potenza secondo i canoni del Gong Fu (Kung Fu) cinese tradizionale.

Il Taijiquan



Il programma di stili interni YMAA si basa sul Taijiquan stile Yang tradizionale di discendenza da Yang Ban-Hou. Universalmente apprezzato per i suoi benefici effetti sulla salute del corpo e della mente, il Taijiquan (o Tai Chi Chuan) è generalmente praticato in occidente in forma semplificata a fini quasi esclusivamente salutistici e di rilassamento. La YMAA offre invece un programma completo che oltre allo studio della forma tradizionale in 113 movimenti e del Taiji Qigong (lavoro con l’energia interna) prevede l’apprendimento di varie routine di “spinta con le mani” o Tui Shou e delle applicazioni marziali. Per la lentezza di esecuzione delle sue tecniche, la pratica di questa disciplina non stressa le articolazioni, i muscoli e i tendini e permette di migliorare la postura, il radicamento, la mobilità, il coordinamento e l’equilibrio del corpo, sviluppando al tempo stesso la capacità di concentrazione e l’energia interna.

Il Qigong



Il concetto di Qi (anche scritto Chi) è presente in maniera pervasiva nella cultura cinese e viene utilizzato per riferirsi a una gamma molto vasta di significati in ambiti che vanno dai fenomeni naturali alla fisiologia umana agli stati mentali e psicologici. In un senso molto generale Qi è infatti sinonimo di “energia” e può essere visualizzato come quella componente immateriale che fluisce animando I fenomeni e determinandone le caratteristiche esterne e il comportamento.

Nel più ristretto ambito della medicina cinese tradizionale, il Qi è una delle tre forme di energia che caratterizzano l’uomo (le altre due sono lo Jing, energia sessuale o sostanza primaria, e lo Shen, energia mentale o spirituale) e si visualizza come un fluido energetico che scorre lungo una rete di “vasi” o “canali”, regolando il funzionamento degli organi interni e influenzando lo stato energetico dell’intero corpo. È su questi principi che si basano molte tecniche cinesi tradizionali di cura come l’agopuntura, la digitopressione e la moxa, che intervengono con stimoli fisici applicati in punti particolari posti lungo i canali in cui scorre il Qi, sbloccando eventuali blocchi, disperdendo l’energia inn eccesso e ripristinando una ottimale circolazione del Qi.

Il Qigong (Chi Kung) è l’arte di agire sulla circolazione interna del Qi senza l’utilizzo di stimoli fisici esterni ma bensì tramite un’appropriata concentrazione mentale e l’impiego di specifiche tecniche respiratorie e visualizzazioni.

Per una mente occidentale abituata a considera le cose da un punto di vista “scientifico” può essere utile interpretare il flusso o l’accumulo del Qi come un particolare livello di attivazione dei tessuti viventi, legato ai fenomeni bioelettrici che sono alla base della vita. Un corpo in cui il Qi fluisce abbondantemente e regolarmente è semplicemente un corpo che vive al massimo delle sue potenzialità vitali.

In ogni caso il Qi non si “vede” ma si “sente”. Come ogni praticante di Qigong o di Taijiquan sa, portare il Qi verso una determinata parte del corpo significa dirigere la propria consapevolezza mentale verso quella parte, rilassare profondamente la muscolatura circostante, “respirarci dentro” e sentire piano piano il sangue affluirvi in maniera più abbondante, insieme a sensazioni di calore, torpore e formicolio.

Attraverso appropriati esercizi è dunque possibile riequilibrare lo stato energetico del corpo, migliorare la salute, prevenire l’insorgere di malattie e anche curare specifiche patologie. Il Qigong può anche avere applicazioni diverse da quelle salutistiche e terapeutiche. Nelle arti marziali si impara ad esempio a manipolare e dirigere il Qi per energizzare le parti del corpo con sui si deve eseguire una tecnica. Questo tipo di Qigong "marziale" è parte integrante dei corsi di Taijiquan e Shaolin.

Nell'ambito delle attività della Scuola, saranno periodicamente organizzati cicli di incontri dedicati all'apprendimento o approfondimento di specifici argomenti e tecniche di Qigong, con una particolare attenzione alla salute e al benessere: gli esercizi proposti aiuteranno a sciogliere le articolazioni e ad eliminare le rigidità, a correggere la postura, a migliorare la qualità della respirazione, a rilassare la muscolatura, a calmare e concentrare la mente, a sviluppare un senso di maggiore vitalità e benessere psicofisico. Programmi, date, orari e costi degli incontri saranno comunicati di volta in volta.