domenica 9 marzo 2014

Prepariamoci alla primavera



La primavera è ormai alle porte, le gemme degli alberi sono gonfie e sui rami si affacciano i primi fiori. È dunque tempo di preparasi a questa stagione di rinnovamento, prendendoci cura dell'organo che le corrisponde: il fegato. Nella medicina tradizionale cinese, la primavera è associata all'elemento legno, gli organi corrispondenti sono quelli del fegato e della cistifellea, il tessuto corporeo quello dei tendini, il senso quello della vista, l’emozione quella della rabbia e dell’impazienza, il colore il verde, il sapore l’aspro, la direzione l’est, l’alimento il grano e l’avena.

Alla fine dell'inverno, una stagione in cui siamo portati a mangiare di più e a prediligere cibi più ricchi e nutrienti, ma spesso anche più "pesanti" e ricchi di tossine, il fegato comincia manifestare segni di disagio e di eccessivo "calore", e allora è bene procedere a una generale disintossicazione. L'alimentazione è certo fondamentale per questo, ma anche la pratica di semplici esercizi di Qigong, mirati a rimuovere i ristagni e a rivitalizzare il fegato, può essere di grande aiuto.

D'altra parte, il fegato è forse l’organo più congestionato nelle persone moderne, a causa dei troppi grassi, intossicanti, sostanze chimiche e cibi denaturati. Uno dei primi sintomi della disarmonia del fegato è una condizione di difficoltà emozionale legata alla rabbia: impazienza, frustrazione, risentimento, violenza, belligeranza, rudezza, nervosismo, ostinazione, aggressività e una personalità impulsiva o esplosiva. Se queste emozioni sono represse senza possibilità di trasformazione, allora subentra la depressione. I cambiamenti repentini di umore e gli eccessi emotivi sono in genere legati al fegato.

Fegato stagnante. Da un punto di vista fisico possono esserci numerosi segni di un fegato sbilanciato. La condizione più frequente è quella di un fegato stagnante, reso gonfio e fiacco da un eccesso di cibi ricchi e grassi, e dunque incapace di far circolare l’energia Qi in maniera agevole in tutto il corpo. Poiché il Qi guida la circolazione dei fluidi e del nutrimento, questa condizione di stagnazione provoca gonfiori in varie parti del corpo, soprattutto lungo i meridiani del fegato e della cistifellea. Anche i tendini e i muscoli risentono di questa condizione, con rigidità del corpo e mancanza di flessibilità. Idem per gli occhi, che tendono a infiammarsi e gonfiarsi. Quando il fegato è molto stagnante si creano anche sedimenti (calcoli) che si accumulano nella vescicola biliare (cistifellea).

Deficienza di sangue e di Yin del fegato. Il fegato è deputato all’immagazzinamento del sangue e alla sua purificazione; se l’organo è stagnante le tossine del sangue finiranno per essere rilasciate dalla pelle, con tutte le conseguenze del caso: acne, eczemi, foruncoli, allergie. Un sangue intossicato alimenterà inoltre le condizioni degenerative, come i tumori e l’artrite. Altre manifestazioni della deficienza di sangue del fegato sono i disturbi mestruali, l’anemia, una condizione di secchezza del corpo con spasmi muscolari, dei tendini e dei legamenti, problemi alla vista.

Calore del fegato. Una condizione prolungata di stagnazione del fegato provoca il suo ingrossamento e un continuo sforzo di recuperare l’equilibrio perduto, che a sua volta induce una condizione di calore. I reni – organo “madre” del fegato – sono così indotti a produrre fluidi Yin extra, nel tentativo di raffreddare e decongestionare il fegato. Questo stato prolungato porta dunque a un indebolimento della funzione Yin dei reni e a uno stato di deficienza dello Yin del fegato.

Nel ciclo dei cinque elementi, il Legno controlla la Terra, così le condizione del fegato influenzano quelle di milza e stomaco e dunque degli intestini. Ulcere, infiammazioni addominali, diabete, flatulenza, indigestione, coliti ed enteriti possono derivare da un fegato sovraccarico. Nel ciclo di generazione il Legno crea il Fuoco, dunque un fegato stagnante produrrà anche problemi vascolari e cardiaci. Da un punto di vista emotivo, coltivare la gioia e la compassione del cuore aiuterà a rimuovere il risentimento e la rabbia che albergano nel fegato.

L’alimentazione primaverile 

La primavera è stagione di crescita, dal carattere ascendente ed attivo. Siamo portati a mangiare meno per ripulirci dei grassi e dei cibi pesanti accumulati durante l’inverno. La dieta dovrebbe essere la più leggera dell’anno e contenere cibi che enfatizzano le qualità Yang, espansive ed ascendenti della primavera: piante giovani, vegetali freschi e germogli, ma anche cibi aromatizzati con sapori dolci e pungenti, come ad esempio the con menta e miele.

Spezie che vanno bene in questo periodo sono il basilico, il finocchio, la maggiorana, il rosmarino, il cumino dei prati (carvi), l’aneto e l’alloro.

Cibi che hanno natura dolce sono i vari grani, legumi e semi, i vegetali amidacei come le carote e le barbabietole. Cipolla e aglio crudi possono essere usati come vermifughi per liberarsi dei parassiti. Invece i cibi salati come la salsa di soia e il miso vanno limitati, così come i cibi pesanti che ingolfano il fegato.

Il consumo di cibi crudi dovrebbe aumentare quando si hanno segni di calore, in climi più caldi, e durante periodi di attività più intensa. Una piccola quantità di cibi crudi ogni giorno va bene, ma bisogna evitare gli eccessi che possono indebolire la digestione e creare problemi a individui con segni di deficienza e debolezza.

Il metodo migliore di cuocere i cibi in primavera è quello di usare temperature più alte e tempi minori, come ad esempio saltarli in olio o cuocerli leggermente al vapore.

Come principio generale, è bene limitare cibi ricchi di grassi saturi (lardo, carni, creme, formaggi e uova), grassi idrogenati e di bassa qualità (margarina, oli raffinati o rancidi), noci e semi e tutti gli intossicanti e i cibi molto lavorati e raffinati. Ottima cosa eliminare del tutto questi alimenti per un periodo di una settimana o due di "depurazione".

Una buona abitudine in questo periodo è quella di bere al mattino appena svegli il succo di mezzo limone in un bicchiere di acqua calda, volendo con l'aggiunta di un cucchiaino scarso di miele.